Non fare la moralista!

Quante volte è capitato di sentirsi dire questa frase che tende a sbattere un tappo in bocca a chi la riceve?

Abbastanza, da pensarci un attimino..

Ormai ho intrapreso un cammino, i miei valori sono chiari e sento di volerli condividere perchè penso siano giusti e credo possano aiutare gli altri.

Però questo gli altri non lo capiscono e anzi possono deridere se provo a parlare di amore, perdono, consapevolezza o crescita interiore.

E lì parte la frase fatidica “non fare il moralista!” che ti lascia poco spazio di replica, no?

Come fare per contrabbattere, o meglio, replicare in modo positivo?

Se lascio perdere, è come se non avessi parlato; se mi arrabbio, la dò vinta al mio ego. Terza opzione? Ne esiste una? Consigli?

Già, una terza via ci sarebbe… ma bisogna essere mooolto bravi a replicare con ESEMPI di vita quotidiana, sperando poi che il tuo interlocutore non torni sul banale con l’ironia massacrante (tipo “eh sì, ci mettiamo tutti insieme ad abbracciarci come bambini!” con risata finale in stile crudelia demon).

Certo, dipende dall’interlocutore. Non mi metto mica a parlare di queste cose al bar. Il Buddha stesso diceva “Il Saggio è colui che sa quando bisogna parlare di argomenti spirituali” ovvero non sempre (la frase non è proprio questa, ma il significato lo è!).

Ma purtroppo mi è capitato di ricevere questo cartellino rosso (il “non fare la moralista”, per me equivale proprio a quello… ) da persone care… che conoscono i tuoi sentimenti, e il tuo cambiamento in atto, e che sono sensibili al cambiamento.

E mi chiedevo se esiste un modo per non venire azzoppati così, ecco…

4 thoughts on “Non fare la moralista!

  1. acquario2012 ha detto:

    Eh sì… il sorriso è un’arma potentissima! 😀

  2. Claudio Torchio ha detto:

    Beh… in primo luogo devi “realizzare” che uno degli effetti collaterali del tuo cambiamento è proprio il fatto che perderai alcune persone, acquisendone altre. Proprio perchè il percorso non è più lo stesso.
    Sarai incompresa e, a volte, derisa.
    La risposta, secondo me, è nella gentilezza. Non nella condiscendenza, bada bene, ma nella gentilezza, come insegna il Dalai Lama.
    Quando qualcuno ti dice “non fare la moralista” tu cosa hai detto prima? Hai magari espresso un giudizio su qualcosa o qualcuno?
    In questo caso è appropriatissimo ciò che hai riportato del Buddha…
    Non vorrei dire ma chi ti risponde così o non ha capito cosa hai detto o non è poi così “sensibile al cambiamento”.
    Terza opzione: rispondi “non si tratta di moralismo” e li giù a spiegare il perchè ed il percome con assoluta calma. Il moralismo, d’altra parte, è quando fai discorsi legati a convenzioni sociali o morali, che tante volte non sono nemmeno coerenti con una via spirituale.
    Abbracciarsi per far sentire una corrente di affetto non è moralismo e nemmeno qualcosa da bambini. Si tratta semplicemente di quel tipo di contatto di cui tutti hanno disperatamente bisogno e che negano altrettanto disperatamente, senza nemmeno sapere perchè.
    L’esempio nella vita quotidiana c’è… ed è semplicemente vivere le situazioni come ci si sente di viverle: gli altri vedranno la gentilezza e la serenità che emana da questo stile di vita e pian piano cominceranno a porsi delle domande…
    Impara solo a non iniziare “discussioni” con chi sai che non è disposto a discutere…
    Un abbraccio
    Claudio

    • acquario2012 ha detto:

      Grazie Claudio, davvero grazie! Tantissimi consigli utilissimi, da mettere in cassetto! Gentilezza è sicuramente la parola d’ordine… E tanta calma! Mi danno della moralista se parlo di non rispondere male al volante, per esempio, ma di lasciare andare e ricorrere all’amore… Sì, sono consapevole che questo cambiamento può comportare addii e nuove conoscenze. E’ già in atto 🙂

      • Claudio Torchio ha detto:

        Beh… quando si tratta di quello che succede al volante recentemente mi è capitato di rispondere a qualcuno che mi chiedeva cosa ho fatto quando un automobilista ha fatto una manovra particolarmente pericolosa nei miei confronti che l’ho mandato “a quel paese”… ma con amore, però 🙂
        Spiegando poi che in effetti il suo comportamento mi ha irritato ma che tanto non mi sarebbe servito nè urlare, nè suonare il clacson o altro. Mi sono limitato a mormorare tra me e me “ma vai un po’ a quel paese… con amore, però” e a non pensarci più… 😀
        Ho notato comunque che in genere se sorridi anche lo sguardo più agguerrito si addolcisce… ragione di più se sei una bella ragazza!

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