MI AMO ANCHE SE…

Mi amo anche se non sono perfetta
Mi amo anche se sbaglio spesso
Mi amo anche se sono sola
Mi amo anche se ho fatto cose vergognose
Mi amo anche se nessuno mi ama

Buon San Valentino.

Il vero amore, oggi ho compreso, è quello che ama NONOSTANTE i miei difetti, i miei errori, le mie nefandezze.

Dio ci ama infatti, nonostante tutto quello che compiamo, o meno.

Una madre ama il figlio anche se finisce in galera.

Un fidanzato ama la sua amata nonostante sia una sclerata cronica (!)

Amati, quindi, come Dio ti ama.

E’ questo, in effetti, quello che avevo chiesto giusto ieri a Gesù: “Aiutami ad amarmi come tu mi ami”.

E oggi … (meno di 24h dopo)

ahhh… (durante la catechesi di PG)

… ho sentito l’amore del mio Sè Superiore arrivare nonostante tutte le bestialità che la mia mente / ego mi voglia costantemente attribuire, togliendomi questa connessione-amore con il Divino, con ME, con quell’Essere stupendo che vive in me e che sto piano piano riscoprendo, riportando in essere (che gioco di parole, uff… è davvero complicato descrivere l’indescrivibile!) in questa terza dimensione … nonostante tutte le ferite del passato, tuttii i pianti che non ho pianto e che sono ancora stagnanti da qualche parte, in qualche cellula, nonostante le difficoltà, nonostante le apparenze OGGI MI AMO!!!!!!!!! OGGI E SEMPRE MI AMO!!!!!!!!

Altro che cioccolatini, qui mi faccio una vasca di cioccolato fondente Lindt di primissima qualità!

ahahah (scusate, la potenza di Gesù è questa, almeno che si manifesta in me! Grazie Gesù!!!!!!!!)

Grande regalo di compleanno

Il 27 gennaio ho festeggiato 40 anni e per regalo ho cominciato una fase di guarigione molto profonda che arriva a 40? 38? 36? anni fa…

Tutta una serie di coincidenze mi ha fatto ascoltare la (o le) bambina piccola che ha sofferto della mancanza di amore, affetto e attenzione.

Proviamo a pensarci, razionalmente.

Arriviamo su un pianeta. Ricordiamo tutto. Sappiamo chi siamo, cioè amore. Abbiamo appena lasciato l’amore vero, l’amore essenziale, sappiamo che tutto è amore, puro, pieno, esistenziale. Non conosciamo altro.

E come tale, ci aspettiamo questo.

Invece, vuoi per sfiga, o vuoi per altri motivi che andremo a scoprire 40 anni dopo, abbiamo deciso di affidarci ad una famiglia e a dei genitori che non ce la fanno.

Non è che non vogliono, non è che non sono in grado, semplicemente non ce la fanno, perché magari non sono stati amati loro stessi, oppure perché non hanno il tempo perché devono lavorare, e anche magari perché devono stare attenti e dare amore e affetto a qualcun altro (un fratello o una sorella).

E noi, piccoli esseri che conosciamo solo amore, ci sentiamo spaesati, urliamo di dolore, sentiamo per la prima volta paura, viviamo un trauma incredibile di separazione.

Queste emozioni di paura, dolore, trauma andranno a intaccare il nostro corpo energetico per tutti gli anni a venire. Si frantumeranno in diversi pezzettini e andranno a sedimentarsi nel nascosto del nostro inconscio.

Ce ne dimenticheremo di questi pianti, di queste urla, di queste sofferenze.

Ma saranno sempre presenti, e si ripresenteranno sotto altri aspetti, più subdoli, come chiusura, incapacità di amare, bassa autostima, tristezza, magari depressione.

Potremmo passare attraverso lunghi periodi di rabbia repressa, insoddisfazione personale, frustrazione senza capire da dove cavolo viene tutta questa emotività latente e apparentemente senza senso.

Questa in foto sono io. Che so, avrò forse 2 anni? È una bellissima foto, mi ricorda l’amore che voglio, l’amore di mamma, l’attenzione, la serenità. Ho da poco iniziato una terapia alternativa, attraverso la fotografia mia grande passione. Ho posto quindi questo ritaglio di fotografia che è passata, negli anni, dall’album fotografico di famiglia a vari miei portafogli, fino ad essere attaccata al mio frigo qui in casa.

Ora l’ho presa e l’ho messa vicina ad un grande cuore, e l’ho posta sul mio altare. E giusto ieri, con la luce gentile di una piccola candela, un’ombra si è fatta avanti ad indicare LEI. La mia piccolina.

La mia piccolina me. Sento tanto amore nei suoi confronti, e mi fa impazzire il pensiero che abbia pensato anche solo un instante di non essere amata, di non essere coccolata, di sentirsi persa, non accolta, impaurita. Penso anche che incredibile forza esiste in me se sono riuscita a “sopravvivere” queste esperienze, ad un’età così tenera.

Poca roba, confronto alle storie immonde che si sentono in giro. Abusi, privazioni, cose che la mente non vuole vedere.

Ma quella poca roba ha avuto un effetto risonante in tutti questi anni, ed ora io DECIDO di andare oltre e di sanare questo passato attraverso la forma di energia più potente del mondo: l’AMORE.

Decido. Vivo. Sento.

Siamo coscienza

Siamo unità

Siamo energia

Siamo potenza

Siamo amore

Ci incarniamo, cadiamo in dimensioni inferiori, per fare esperienza, per evolvere, insieme

E dimentichiamo

Cominciamo a fare esperienze dolorose fatte di emozioni negative, giudizio, dolore, mancanze varie

Poi forse abbiamo la fortuna di ricordare, visto che dentro di noi la scintilla ogni tanto si riaccende

E ricordiamo

E sentiamo

E ci sentiamo nuovamente in quel flusso di amore e abbondanza che va oltre i sensi conosciuti dalla mente

Ci servono tante esperienze per ricordarci

Una sola volta non basta, la mente altrimenti non ricorda, fa fatica, fa gli sgambetti

E capita a volte di notare la differenza di energia tra la vera realtà, fatta di amore, pace, coesione e l’energia illusoria della matrix. Una volta uscita dalla connessione col tutto, una volta che torni nel tuo corpo fisico amato, ritornano le memorie di dolore, di mancanza, di sofferenza, di giudizio.

Esistono, ma sono illusioni.

E poco a poco ti rendi conto che la tua vera essenza è oltre queste illusioni, solo che… sono tante. Sono dentro di te. Sono nelle tue cellule. Sono nascoste agli occhi. E talvolta, le nascondiamo noi stessi ai nostri occhi, e al nostro cuore, perché non ci piacciono, perché ci fanno male, troppo male….

Magari sono anche di vite precedenti, quindi non le conosciamo razionalmente in questa vita..

Ci vuole tempo.

Ricordarsi della maestosità della nostra essenza non è facile, né tanto meno è facile ricordarsi o accorgersi del bagaglio di sofferenze che ci portiamo dentro di noi per fare queste benedette esperienze.

Per questo per me la meditazione è fondamentale. Per ricordarmi. Per lasciare questa illusione dolorosa della matrix. Va da sé che ovviamente non posso passare 24h al giorno a meditare, né posso far finta per sempre al dolore che porto dentro.

E allora decido: osservo e accetto. Ascolto e respiro.

Il dado è tratto. Il gioco continua.

Decido. Vivo. Sento.