Obiettivi per l’anno nuovo

Eh sia un buon anno, questo 2019! Alzi la mano chi ha passato più di una difficoltà nel 2018….. io alzo pure le quattro zampe ai miei gatti, per dire… ma si sa, la strada irta ed in salita ci rende migliori, più forti quanto meno…

Ho scritto I miei obiettivi per questo 2019 solo il 2 di gennaio, ma in tempo per la luna nuova del 5 di gennaio, voi?

Scrivere, portare nella materia I nostri pensieri, aiuta a focalizzarci, oltre che a materializzare I pensieri stessi, che così non rimangono solo nella dimenione eterica, per così dire.  Inoltre aiuta ad avere chiarezza, cosa non da poco per chi, come me, ha difficoltà in questo campo, la chiarezza appunto..

Ed una volta scritti, si possono categorizzare, dare una priorità e cominciare a lavorare al raggiungimento di questi obiettivi, almeno dei più importanti. Semplice. E dobbiamo farlo per noi, noi stessi.

Un’altra cosa importante dello scrivere I propri obiettivi, ho realizzato proprio recentemente, sia il poter confrontarsi con se stessi, o quanto meno con la lista dei propri desideri una volta che è passato un pò di tempo. Per circa un paio di anni ho fatto la lista dei 101 desideri, quella famosa di Igor Sibaldi. Che esosa…. addirittura 101, anzi si va ben oltre i 100, in quanto mano mano che va avanti il tempo I desideri si realizzano, percui devi metterne di più. E dopo 2 anni mi sono resa conto di aver elencato un sacco di cavolate per poter arrivare a quel numero, ed inoltre mi sono resa conto del mio livello di consapevolezza / crescita spirituale di quel periodo. Not nice … uno fa corsi, meditazioni, soffre, piange, comprende, prega, e poi si ritrova ancora impantanato in cavolate egoiche / mentali / di bassa frequenza.

E vabbè, il percorso spirituale passa anche da questo, dall’accettare tutto di noi, sia il bello che il “brutto”, perchè, come il simbolo del tao insegna, è in questa complessità di bene e male che si manifesta il tutto… Dio… il Creatore…. non siamo noi questo? Una manifestazione del Creatore?

E allora tiriamoci su le maniche,  e facciamo di questo anno la meraviglia della nostra vita. Di questa meravigliosa vita che il Creatore ci ha concesso di vivere, ancora. 365 giorni = 365 opportunità. Non dimentichiamocelo.

La rete del dono

A Natale si dona. Ai propri cari, in genere, ai propri amici, a chi sta nel nostro cuore.

Ma cos’è il Natale? Una festa in famiglia? Mangiare fino a scoppiare le cose più buone che conosciamo? Giocare a tombola? Mettete le vostre..

Ci dimentichiamo che Natale è la festa di Gesù, che si è fatto DONO all’umanità. Lui, figlio dell’Altissimo, è venuto nel nostro pianeta già malvoluto, infatti Maria e Giuseppe non trovarono posto negli alberghi a Betlemme, tant’è che si sono rifiugiati, in inverno, in una caverna, al freddo, nell’umidità .. chi è madre ci pensi, ad un parto in quelle condizioni.

Cosa significa per noi, ora, nel 2018, Gesù? E’ la sua festa, d’altronde..

Per me Gesù significa due cose, principalmente: ama il tuo prossimo, e ama il tuo nemico. Ovvero, i comandamenti principe che ci ha lasciato, ma che stentiamo a seguire, sordi nella nostra chiusura ed egoismo.

A Natale spendiamo centinaia di euro in regali inutili e costosi, addobbi natalizi, accessori che speriamo ci portino la felicità che ci manca, tanto pubblicizzata in efficienti campagne marketing, ma che ci prosciugano il conto e ci lasciano, alla fine, il vuoto.

Ed ecco che trovo un sito figo. La rete del dono. E scopro che puoi acquistare delle Gift Card e dare la possibilità a chi le riceve di scegliere tra dozzine di raccolte di fondi per le cause più disparate: bambini, malattie, paesi poveri, e chi più ne ha, più ne metta. Perchè, non scordiamoci che ..

Se abbiamo del cibo nel frigo, vestiti sul nostro corpo, un tetto sopra la testa e un posto dove dormire siamo più ricchi del 75% del mondo.

Se abbiamo soldi in banca, un portafoglio, e qualche spicciolo in tasca, siamo tra i primi 8% dei ricchi del mondo.

Se ci siamo svegliati stamattina in salute e non in malattia, siamo più fortunati del milione di persone che non sopravviveranno questa settimana.

Se non abbiamo mai vissuto il pericolo della battaglia, l’agonia del carcere o della tortura, o l’orribile tormento della fame, siamo più fortunati di 500 milioni di persone viventi e sofferenti.

Se riusciamo a leggere questo messaggio, siamo più fortunati di 3 miliardi di persone nel mondo che non riescono a leggerlo affatto.

Insomma, a noi la scelta, di poter contribuire, anche con I soli spiccioli che abbiamo in tasca, ad alleviare le pene di qualcun altro, magari uno sconosciuto, ma che senza il nostro piccolo aiuto, sommato a quello di tanti altri, non potrebbe altrimenti raggiungere il suo obiettivo. Vivere, al meglio. E, al contempo, fare un regalo letteralmente col cuore.

 

Cosa volevi diventare da grande?

Leggi un libro, e ti colpisce una semplice domanda: cosa vuoi fare da grande? chiesto a un gruppo di bambini.

E la mente mi porta ai banchi di scuola, la elementare, col banchetto color verde chiaro militare, le sedie di legno che ti rovinano le calze e sono scomodissime, I temi che le maestre ti facevano scrivere..  chissà che fine hanno fatto quei temi! Cosa darei per leggerli ora….

Cosa volevo diventare da grande? ….. Dopo 30 anni, ho realizzato il sogno di quella bambina?

Ovviamente no..

Il mio sogno era davvero lontano dal potersi realizzare, ed era anche legato ad una passione del mio papa, in realtà, che mi aveva attaccato la sua passione per la formula uno, si proprio quella delle grandi sfide Ferrari e McLaren, dove si corre a 300 km/h e si è invincibili.. (a parte l’anima buona di Sienna).

Ricordo quindi che al tema indugiai se scrivere questo difficilissimo obiettivo, ed invece optai per un più calmo e pacato ruolo del gelataio. In effetti chi non ama il gelato quando è bambino (e non solo?!?).

Perchè parlo di sogni? Perchè ho bisogno di realizzarli. Ma prima di tutto ho bisogno di capire qual’è il mio sogno, perchè fra tanti casini, parole, eventi della vita quotidiana, fatti ovviamente di emozioni da far fluire, traumi da guarire, passato da dimenticare, crescita interiore da fiorire, mi sono col tempo dimenticata cosa davvero mi appassiona, e cosa vorrei fare da grande.

Sì, anche perchè se sono quasi ai 40, mi sento che ancora la vita mi può dare meraviglie, ma ho anche capito che sono io l’artefice di queste meraviglie. Il tutto da solo non si può manifestare, l’Universo collabora con noi al 50%. Il resto, sta nelle nostre mani.

E poi … una lettura ed una semplice frase, ti manda in stallo. Cosa volevi fare da grande? E mi immagino la mia bambina interiore totalmente affranta per quello che ho fatto, che sono diventata. Ma come!? Non giochi? Ma insomma!? Non ti diverti!? E allora perchè lo fai!?!?!? Eh….. sai le bollette non si pagano con le risate, le altalene, il gelato, lo zucchero filato, ma vallo a spiegare ad una bimbetta nata negli anni 80 ….

Oppure sono io, adulta, affranta, robotica, che non sento più quella spinta che mi portava a sporcarmi nel fango pur di gioire, correndo a perdifiato per liberare tutti a nascondino, buttandomi anche se non sapevo dove sarei finita! Quella era fiducia! O ingenuità? Senza giudizio, senza giudizio… sbagli? va bene lo stesso… l’importante è dare tutta te stessa, in quello che fai, fallo col cuore.

I sogni son desideri. Ma so anche che la mente è un potentissimo strumento creativo. Non ho dubbi su questo. E basta che mi focalizzo su un qualcosa, e quello, se è giusto, avviene.

Ma c’è anche un’altra cosa. Non pongo me stessa al centro del mondo. Pongo l’altro. Non faccio per me, ma per il prossimo. E so che il Cielo guarda giù ed opera, anche se non lo vedo. Attendo, cercando di schiarire il cuore, non la mente, per connettermi con la Divina Volontà. Poi mi scanso. E lascio che accada…..