Autocelebrarsi

Ieri ho passato una giornata difficilissima.

Incominciata con “oggi dovrai mettere in pratica quello che sai”, da una delle tante “spiritual coach” che seguo su internet.

Secondo te, ce l’ho fatta?

Ero presa dall’energia di 3D al 1000%.

Medita! E chi ce la fa?

Vai nel bosco, gli alberi ti ricaricano! Sbraitavo pure contro loro!

Sappiamo che finchè non superiamo una “prova”, questa ci viene ripresentata ancora ed ancora. E’ la nostra stessa anima a proporci questo ennesimo test, perchè vuole che lo superiamo. Personalmente ho delle aspettative molto alte verso me stessa, diciamo pure che sono iper-critica e voglio i risultati immediati. Del tipo “perdi 10kg in 2 giorni”.

Invece, ho passato tutta la giornata a chiedermi “perchè perchè, non capisco, non capisco perchè perchè …” come un disco rotto …… e solo verso sera, prima di volermi addormentare, quando sono uscite le lacrime, ho sentito la mia bambina interiore che si disperava a rivivere vecchi ricordi traumatici, e sono quindi riuscita a lasciare andare…

Non è facile questa vita. Non è facile, ogni volta mi sento solissima. Lo so che lo stiamo passando tutti, che il “risveglio” è questo. Solitudine, prove, fatiche, e superarle.

Le abbiamo decise noi le prove da superare. Non ce le ha imposte nessuno… ieri sbraitavo nel bosco anche di questo, cioè che me le potevo scegliere più facili le prove!!! meno male che non c’era nessuno, eheheh.. di umano intendo.

Sempre verso sera, quando ero nel letto per dormire, il primo sorriso pensando a voce alta “la vita è meravigliosa perchè è fatta di eventi belli, ma anche di situazioni difficili che mi servono per apprezzare di più gli eventi belli”, e difatti stamattina già l’energia è più alta, sono grata per aver affrontato ancora una volta un’altra giornata difficile, grata per quello che mi aspetta, grata per quello che è stato, grata, grata, grata.

E consapevole che qua mi sto facendo, così come chi è come me, un mazzo tanto.

Che lo sappiamo solo io, i miei angeli, Dio, Gesù, gli spiriti, e… basta così. Va bene.

Ormai, care anime fratelle/sorelle, ci siamo abituati a questi lavori, a questi dolori, siamo abituati alla sofferenza da passare in una stanzina buia, per poi mostrare il nostro sorriso migliore agli amici e alla famiglia che poi pensano “lui/lei sì che ha una vita facile!”  , sì facile un corno d’africa!

Ma non è facile.

Percui.

Le abbiamo passate! Festeggiamoci! Non aspettiamo il compleanno! Non aspettiamo gli altri! Siamo dei grandi per quello che stiamo vivendo! Siamo da statua, ok??!??! Sì, facciamocela la statua, perchè ce la meritiamo! Onoriamoci, perchè stiamo facendo la storia qui…. dell’umanità che vive sulla Terra, e noi siamo AGENTI ATTIVI del cambiamento in atto. E’ un onore, cacchio, ma ce ne rendiamo conto???? E come Tom Cruise in Mission Impossible, siamo ben addestrati (dalle vite precedenti) e nelle difficoltà, tiriamo fuori il nostro aiuto all’ultimo secondo (di notte…. la gratitudine…)

E come Tom Cruise, nessuno ci conosce, agiamo da soli, abbiamo tanti nemici (nostri, interiori).

Magari la statua non ce la fa nessuno, ma facciamocela da soli.

Ecco, questo è il succo. Auto-celebriamoci, che già i nostri angeli ci mandano tanto amore, facciamolo anche noi stessi per noi.

Detto fatto: me ne vado da sola alla spa, oggi.

E’ il mio premio per la prova superata ieri. Me lo merito!

 

Un altro addio

Settimane fa ho fatto l’esercizio della genealogia con la psicologa. Un semplice foglio con su scritti i nomi dei parenti che conosco. Donne con un rettangolo, uomini con un cerchio.

Il giorno dopo, una mia cara zia viene ricoverata d’urgenza. Emorragia cerebrale.

Ecchecavolo, va bene che non esistono le coincidenze, ma . . . .

Oggi, dopo oltre un mese in cui entrava e usciva dal coma, mia zia si è liberata nel cielo. Parlo di liberazione perché l’alternativa era fisioterapia continua in carrozzella, in quanto la parte destra del corpo, viso incluso e comunicazione verbale inclusa, era andata.

E nonostante non la vedessi da tempo, non avessi avuto con lei alcuna affinità in questi ultimi 20 anni, il dolore ha preso il sopravvento. Ho pregato tanto perché il Signore la prendesse a sé, e istintivamente sono stata contenta. Tuttavia . . ora pervade la sofferenza . .  il senso di vuoto.

Si’, perché zia era molto presente nella mia infanzia. Aveva rappresentato l’amore e la dolcezza che i miei genitori non sono mai stato in grado di darmi, e di cui sto penando ancora ora.

Loro, i miei genitori, li ho perdonati; so che anche loro hanno patito lo stesso, anzi stanno probabilmente continuando a patire inconsapevolmente, a causa di un’incapacità anaffettiva generazionale. Credo sia comune a molte famiglie . . una volta parlandone con un’amica “ah, vabbè, capita a tanti. . .” come per dire “E’ normale …”  . . . . . se lo dici tu! 😛

Oggi sto lavorando molto attraverso le meditazioni; ogni tanto le mie bambine interiori mi vengono a galla, si presentano, si aprono . . . le devo rincuorare, le chiedo di fidarsi di me, ora. Ogni tanto faccio un hoponopono per loro, o per qualche organo. Ed ecco la bimbetta dei 5 anni. . . poi quella degli 8. . . ieri la ragazzina 13enne. Riaffiorano, finalmente si fidano, o si affidano. E quasi tutte sono disperate per il mancato amore paterno e materno. E io che cerco di mandarglielo, la io-me di oggi del 2019, a loro, piccine, degli anni ’80 e ’90. E sento taaaanto amore, quell’amore di cui ho taaanto bisogno. Amore in me stessa, da me stessa.

Mentalmente comprendo la prova. Dopo il mio amato gatto, ora saluto la mia cara zia. Ma come per Merlino, anche questa prova mi renderà più forte, solo ora condivido qui questo avvenimento difficile, ma di cui vedo il potenziale per la mia crescita interiore.

Ringrazio il Cielo che mi ha dato di sapere tanto, di essere preparata, almeno a livello mentale, conoscitivo per così dire. Gestire 2 lutti in 3 settimane non è proprio gita al luna park.

Ma, se così ha voluto il Signore, così sia…

 

 

 

Il corpo di dolore

Uno fa un percorso spirituale, e non sa esattamente il perchè. Istintivamente lo fa, e pensa a tante belle cose, la maggior parte delle quali egoiche.

Capita poi ogni tanto un barlume di illuminazione, e che ben venga.

Sono quasi 10 anni che mi batto contro me stessa, cerco risposte, passando da angeli, tarocchi, reiki, spiriti sacri ancestrali, Gesù.

Sono ritornata da un viaggio di lavoro spirituale intensissimo e devastante. Non trovavo le risposte, anzi mi sono ritrovata tipo post-tsunami a pensare al peggio, ma ho tenuto botta e grazie alle affermazioni positive che ho sentito ogni giorno mi sono data forza. Ho contattato la mia me futura, come ho descritto un mese fa, e pur non sapendo come, ce l’ho fatta a tirarmi fuori da quella buca nera.

Ho optato per la carta che mai avrei pensato prima, e cioè la psicoterapia. Il mio ego mi aveva ben tenuta lontana da quello dicendomi che non ne avevo bisogno, io, che avevo una famiglia tutta in psicoterapia (risate dal pubblico….).

Ebbene, in queste ultime 6 settimane, vuoi le congiunzioni astrali, vuoi le conoscenze che grazie a Dio ho saputo trovare in questi anni tramite libri e autori vari, ma grazie soprattutto allo sviluppo di una consapevolezza interiore, una coscienza esistenziale, un sentire presente e forte, sono arrivata a questo punto. E vuoi anche l’aiuto esterno di un’esperta di dinamiche psicologiche, che con una o due osservazioni puntuali mi cambiava la percezione di tutto un mondo interiore che fino a quel momento non riuscivo a vedere.

Incontro dopo incontro scardino vari punti dolenti. A casa continuo a lavorare, a chiedermi, a cercare risposte. Super determinata. Le trovo, e incredibilmente, con una coincidenza fantastica, trovo conferme anche da altre persone che stanno vivendo esperienze simili. Tuchè. Goal. Palla al centro.

Non mi basta. Vado avanti, scavo a fondo.

Arriviamo alla genealogia… eheheh, sul momento descrivo la mia famiglia, andando a ritroso ad un massimo di un paio di bisnonne “per sentito dire”. Ho rappresentato il mio albero genealogico su un foglio A4, scritto con poca attenzione a penna dei vari ruoli… mamma, nonna, sorella, etc…. Non avrei immaginato la potenza di un lavoro tanto semplice. Devastante poco lo descrive.

Arrivo alla mia bambina interiore. Rivedo con i suoi occhi, e sento ancora dentro, la sua angoscia, paura, disperazione. Consapevolizzo tanto dolore, non solo mio, ma della famiglia. Non cattive persone, solo dolore, sofferenza, quella che c’è nel mondo, ed in tante persone e famiglie.

Google. Parole cercate “traumi infantili”. E basta leggere un breve articolo per attivare quello che Tolle magnificamente racconta come IL CORPO DI DOLORE. Un qualcosa che “ciuccia” il dolore fin da quando siamo bambini, il dolore dei genitori, e che ha in sè (nel DNA) il dolore dei familiari. Alè. Si attiva inconsciamente, e non molla, anzi si ingigantisce con più pensieri negativi che arrivano ad ondate, e io che non riesco a liberarmente.

Per fortuna ho con me questo libro (Un nuovo Mondo), leggo e capisco. E’ quello.

La cosa figa, qual’è? Mi addormento. Ed in quello stato di passaggio tra la sveglia e il sonno, prima mi viene la mia bambina interiore, e poi il mio corpo di dolore. Me lo dicono proprio loro. Nome e cognome. Corpo fisico. Sono lì davanti a me. E sono arrivata volteggiando…. Sono lì, ed io sono lì ad osservarli. Stupefatta, mi alzo tipo film e sgrano gli occhi. Che viaggio…….

Ok, gratitudine, immensa. Continuo, sono sulla strada giusta. Coscienza sono, ed è questo quello che conta. Voglio sanare, guarire la mia bambina traumatizzata, non amata, non coccolata, e ringrazio il mio corpo di dolore (era proprio un ometto fisico, tipo un folletto) che si è fatto vedere. Caro, non me ne volere, ma ogni volta che ti sentirò nuovamente vicino, riprenderò coscienza di quello che sono realmente: amore incondizionato, Uno con la vita, che è Gioia.