Tratta il tuo corpo come se fosse il tuo PET…

Chi ha un animale da compagnia potrà comprendermi.

Hai un gatto? Un cane? Un coniglio? E lo tratti meglio di chiunque altro? Lo riempi di coccole, non vedi l’ora di passare del tempo con lui/lei, ti mostra il suo affetto nei modi più incredibili, e il suo amore, come spesso accade, è indescrivibile?

Ecco… il nostro corpo MERITA questo tipo di attenzione, rispetto, cura e amore!

Troppo spesso ce ne dimentichiamo. Lo lasciamo sul fondo della lista di cose da fare.

TRATTARE BENE IL MIO AMATO CORPO.

Questo involucro Benedetto che ci consente di fare esperienza qui ed ora. In questa dimensione, in questo pianeta.

Troppe volte fumiamo. Madre del cielo che sofferenza perenne deve essere per I nostri polmoni! Ex fumatrice, mi accorgo ancora adesso dello schifo che sono le sigarette, elettroniche o meno che siano.

Troppe volte ci droghiamo. Ci annulliamo. E nella droga includo l’alcol. E’ una droga, di per sè, causa dipendenza, peccato che I governi becchino un sacco di quattrini ed ecco che troviamo in tutti I supermercati vari alcolici. Ma alcol è sinonimo di spirito, e sicuramente non è santo. Oltretutto chi beve (la sottoscritta beveva quantità industriali, avendo vissuto nella capitale dell’alcol – Dublino – per lungo tempo) ingrassa, invecchia prima, è rimbambito perennemente. Io ero così. Ora, a distanza di 1 anno che ho smesso di bere mi sento, oltre che dimagrita, fresca, più pimpante, più sveglia, centrata. In altre parole, si alzano le frequenze.

Troppe volte mangiamo male. Tu sei quello che mangi. Lo dicono in tanti, ci sono studi incredibili che lo confermano (The China Study). Eppure continui a prediligere cibi industriali, saporiti, compresi di formaggi grassi, carni rosse, paste con salse e condimenti pesanti. Clap clap. Il tuo fegato, intestino e stomaco ti applaudono. Sì, per le settimane a seguire. Quando ti faranno capricci a tutt’andare. Verdure, frutta, cereali. Basta poco. All’inizio è dura, ma abituare il nostro palato a nuovi sapori, si può. Basta volerlo.

Troppe volte ci riempiamo di farmaci. Ci fa male la testa. Ecco l’OKI. Ho il reflusso gastrico. Ecco un altro farmaco. Ci sono persone che vanno in giro con la farmacia in borsa. Ci sono persone che, quando muoiono, non si decompongono. Ecco gli effetti di tutti I farmaci (farmaco, tra l’altro, dal Greco significa “veleno” … fate vobis).

Troppo spesso nutriamo il nostro corpo di emozioni negative: rabbia, frustrazione, tristezza, lamentele. Nel film “Nosso Lar”, meraviglioso – se riuscite a trovarlo guardatelo assolutamente –  film frutto di una canalizzazione, si parla di “suicidio incosciente”: quando si passa la vita a nutrire il corpo di queste emozioni, la conseguenza è la nascita di malattie, tipo tumori, che ci portano nell’aldilà…. da brivido. Ma la lezione qual’è? Nutriamoci di gioia, amore, fede, speranza! Sempre ❤

E stamattina mi è venuto questo flash. Di trattare il mio corpo, preso anche singolarmente, ogni organo, ogni sua parte, I denti quando li lavo ogni giorno, trattarli insomma come se fosse il mio gatto… con tanto amore. Ringraziarli. Singolarmente. Non è scontato che loro funzionino bene, soprattutto visto tutto il male che quotidianamente gli possiamo fare, consciamente o meno.

Se lo meritano, no!?

Ce lo meritiamo, o no!?

Quando “l’asfaltata” è un atto di amore

A seguito della consapevolizzazione delle manipolazioni ricevute, anche per anni, sono arrivata anche a capire come rispondere alle stesse.

Asfaltando.

Tipo un carro armato.

Nessuna pietà.

Sembra un atto orrendo, ma in realtà, è un vero atto di amore. Per se stessi, in primis, ma anche per l’altro, l’asfaltato.

Per anni ho provato a far capire l’importanza dell’amore, del prendersi cura di sè stessi, delle energie che creiamo volontariamente o involontariamente. Anni passati a commiserare coloro che non ci arrivavano, abbracciare, accarezzare le persone che in realtà stavano dormendo, mandandogli continui atti di amore; persone che, nel loro dormire, stavano facendo del male alla mia persona, continuando a manipolarmi, oltre che abbassando continuamente le mie energie.

Ho quindi consapevolizzato che il tocco strong fosse necessario. Dovuto.

STRONG.

Perchè non c’è più tempo.

STRONG.

Perchè altri metodi, lievi, leggeri, dolci… non entrano, non hanno effetto.

E la sottoscritta è di una dolcezza come il miele sopra la cioccolata, quella della Kinder, presente… stradolce? Talvolta mi dò fastidio, talmente sono dolce, con chiunque, anche chi mi tratta male.

Mò basta.

Asfalto.

Che intendo, per “asfaltare”?

Che, con le dovute maniere, mantenendo la centratura, alte frequenze e vibrazioni, dico tutto quello che c’è da dire. Non un sibilo di rabbia. Non un accenno di voce più alta oltre il normale. Quasi con dolcezza.

Dico quello che c’è da dire… da anni.

Ovvio che chi sente, non è preparato…. da qui l’immagine…. simpatica, dai…. della persona asfaltata. Tramortita. Impreparata.

Ed è un atto di amore perchè solo così, in questo modo tanto brutale, riesci ad entrare nell’anima di quelle persone, talmente addormentate, le cui corazze hanno costruito negli anni chili di fette di salame, prosciutti, mortadelle, che il loro cuore non sa più nemmeno cosa significa AMORE. Hanno dimenticato. Non sanno più cosa significa AFFETTO. CAREZZE. RISPETTO. Neanche verso se stessi. A spiegarlo con le parole non entra. Per anni ci ho provato. VOLERSI BENE. NOI STESSI prima di tutto. Macchè… meglio continuare a vivere nella tristezza, nella rabbia, nella lamentela continua. Nonostante la ricchezza, l’abbondanza quotidiana che viviamo sempre. Cibo, salute, casa, acqua calda. Vestiti, lavoro, serenità. Ce lo scordiamo ma sono DONI GRATUITI che abbiamo in abbondanza (chi più chi meno….). Abitiamo in un paese RICCO. Non manca nulla. Viviamo in PACE. Cosa fanno le persone? Si lamentano. Guardano la tv, il telegiornale, e vedono lo schifo, che c’è, ma è una minima percentuale! Solo che si pubblicizza solo quello. E buttano giù le frequenze…. individuali e collettive. Quello sì che si è capaci di fare…. Ora BASTA.

Ora ASFALTO.

Se non ti entra in un modo, il buono, il “light” per così dire, occhio che il “tank” è pronto.

Con decisione, per il tuo bene, ho imparato che è meglio così.

Ma anche per il mio, eh!

 

La negatività se entra.. è perchè ha trovato una porticina aperta in noi!

Fino all’anno scorso mi proteggevo contro la negatività delle persone. Invocazioni, bolle di energia, preghiere, pietre… e quindi chiusura. Mia, interiore, esteriore, blocco di energia totale.

Oggi benedico. Me e chiunque incontro, soprattutto i più antipatici (ne hanno tanto bisogno :P).

Contemporaneamente, sto anche cominciando a tirarmi su nei miei standard personali. Come essere divino, merito il meglio, perchè Dio mi ama e vuole il meglio per me. A cominciare dal mio aspetto fisico, passando per scarpe e vestiti.

Perchè dico questo… ho comprato un paio di stivali da urlo… si fanno il fischio da soli (!). Li metto con naturalezza a lavoro, gli occhi che scrutano da terra fino al ginocchio sono numerosi, maschi e femmine indifferentemente. A casa, la sera, ripongo I bei stivali nell’armadio e cominciano cose strane. Cadono mensole, ripetutamente, dentro la scarpiera. Bene, c’è qualcosa che non va… con la scarpiera, penso all’inizio. Sistemo la cucina, la lettiera del gatto, e ogni tanto sento PUM! venire dalla scarpiera. Stessa mensola che va ad affossare gli affascinanti (toh!) stivali. Eh no, eh! Proprio loro no!

Tempo 5min vado in preghiera e meditazione… qui gatta ci cova, e voglio capirci di più!

Contatto la mia anima.. nel silenzio mi viene che quegli stessi stivali hanno attratto l’invidia delle persone a lavoro. Ho anche capito la persona in particolare.

E qui li punto da scardinare.

Ho capito che se c’è qualcosa che riesce a fare breccia in me, che sia gelosia, invidia, rabbia, preoccupazione o qualsiasi negatività, questa ha in qualche modo trovato una porta aperta in me.

Sono io, e non l’altra persona che manda quell’energia negativa, di qualsiasi natura sia, a doverci fare qualcosa. Sono io che ho il “problema”, non è l’altro, che ho lasciato un varco aperto. Mi devo prendere la responsabilità io, e solo così posso liberarmi alla fonte del problema, non spolverando semplicemente il problema superficialmente, dando la colpa o causa all’altro, esternamente a me. No, devo arrivare alla base! dove è radicato realmente… la punta dell’iceberg è quel “problema”, ma il fondo dell’iceberg sta dentro di me!

Nel mio caso, cosa poteva essere? Mancanza di autostima… niente di più facile… anni e anni di disistima, mancato amore, mancato riconoscimento, mancato affetto da parte dei miei genitori, cosa potevano fare se non una donna incapace di camminare con forza e sicurezza su due stivali da sfilata di moda!?

Consapevolezza! E sono già a metà lavoro…. alla soluzione!

Quindi la prossima volta che ci sentiamo “attaccati” da qualcosa di esterno, ricordiamoci che se il nostro castello interiore è stato aperto da qualcosa di esterno a noi…  il portone era aperto dall’interno, la tanto agognata protezione mancava dall’interno!

Necessitiamo quindi di una ricerca interiore nel profondo delle nostre stanze per comprendere cosa brucia e dove… Se non sappiamo cosa, basta una buona preghiera, meditazione, meglio se al mattino o alla sera prima di addormentarsi e la risposta risuonerà ben presto, se siamo pronti.

Buona ricerca e buona consapevolizzazione interiore!