La prima cosa al mattino

Non è farina del mio sacco, figuriamoci, è l’ennesima trascrizione di pezzi di libri che ho la fortuna di leggere in questo periodo e che mi colpiscono talmente tanto che ho voglia di condividere.

Il libro in questione è “Ora sta a voi” scritto da Dzigar Kongtrul. Sinceramente lo sto trovando molto difficile, anche se la prefazione parlava del contrario, sarò io che non sono pronta.

Comunque, testarda come sono non lo voglio lasciare a metà e quindi l’ho ripreso e ho trovato un concetto interessante…

Si parla di rallentare nella nostra vita.

“Certe persone vanno così veloci che al posto del sangue sembrano avere la caffeina, anche se non bevono caffè. La velocità è indice di una mancanza di lungta, di energia naturale. Dal momento in cui ci svegliamo la mattina siamo presi dall’ansia delle incombenze quotidiane. Dovremmo cercare, nel rallentarecorso del tempo, di rallentare. Con un po’ più di spazio nella nostra vita, non ci metteremo a correre come robot appena svegli. Saremo più presenti a quello che facciamo nel corso della giornata. C’è un detto tibetano sulla cui veridicità non ho dubbi: appena sveglio, chi ha molto lungta pensa ai capelli e alla testa, chi ha poco lungta cerca le scarpe. Questa descrizione di qualcuno che ha un buon lungta descrive in sostanza una persona che non va di fretta. Perciò, quando vi svegliate al mattino, sedetevi sul letto e sentitevi nel vostro corpo. Poi, partendo dai capelli e dalla testa, scendete per gradi. Cercate di non mettervi per prima cosa le scarpe, anche se io lo facevo sempre..”

Io tutti i giorni che mi svegliavo per andare in ufficio, sapete la prima cosa che pensavo qual’era? Al vestirmi. Al cosa mettere. Non ho colto il messaggio di Dzigar? Lì andavo come un Freccia Rossa… un robottino, una macchinina che doveva fare per gradi tutti i giorni gli stessi movimenti. Ora non ho più lo stress da ufficio, ma non sempre rallento.

E vorrei che tutti noi utilizzassimo questi pensieri di questo Lama Tibetano per rallentare. Andiamo troppo di fretta, in questa nostra malata società. E’ un dato di fatto.

Cominciamo dal piccolo, dall’inizio della giornata e dedichiamoci 5 minuti del nostro mattino a noi stessi. Con calma, gioia e rilassamento. Io ci aggiungerei un po’ di bei respiri quando vado a vedere come stanno la mia testolina e i miei capelli…

Una buona giornata a tutti! E che la primavera non tardi ad arrivare!!!

umiltà e presunzione

Sono a casa e leggo libri, di aggiornare il curriculum non ho voglia, guardo le poche offerte di lavoro con ironia e disprezzo… mi chiamerà mai nessuno… ho fatto il terzo simbolo al lavoro, e per tutta risposta sono stata mandata a casa… perchè dovrei trovare un altro lavoro, un altro ufficio, con le stesse medesime faccende e stessi problemi di prima? Quanta presunzione… arroganza

Ho 3 libri che pezzo dopo pezzo leggo, ma mi fermo sono concetti forti, importanti, non basta leggerli devo farli miei in qualche modo.. uno di questi libri l’ho trovato in biblioteca, non c’ero mai stata e appena entrata ho giracchiato e sono finita nella parte relativa alle religioni e prendo a vedere Dalai Lama, buddismo, tante altre cose e poi uno che mi salta all’occhio “I maestri e il sentiero” di Charles W.Leadbeater, un autore  che ha conosciuto H.P.Blavastky e fatto parte dei fondatori, credo, del movimento teosofico, nominato spesso da Giuditta Dembech nei suoi libri per spiegare i vari concetti spirituali che conosciamo..
Un altro libro che mi diede il maestro di tai chi si chiama “Ora sta a voi” di un lama tibetano, Dzigar Kongrul, che spiega tanti concetti.. uno di questi calza a pennello con il periodaccio che sto passando.. e che ho fatto mio, me lo ripeto per farmi forza.. ovvero che i momenti bui, i momenti di sofferenza e dolore, potrà sembrare scontato, ma dirselo mentre si sta proprio lì non lo è, ebbene questi momenti sono da apprezzare perchè è qui che si fonda la umiltànostra umiltà, e si scalfisce in profondità la nostra arroganza e presunzione. Sì, presunzione, di essere speciali, di essere sempre al centro di tutto e tutti. IO IO IO MIO MIO MIO ME ME ME. Pensiamoci, lo facciamo sempre. Io stessa sono sempre a scrivere di me stessa. Presuntuosa, fino al punto di scriverlo.
Pecco di mancanza d’umiltà. Me ne sono accorta, ne ho la consapevolezza, e l’ho raggiunta in questi giorni. E giusto ora, leggo in un altro libro “Dimmi dove ti fa male e ti dirò perchè” che i dolori al ns corpo sono sintomi di dolori interiori. E le ginocchia, per cui sento dei dolori da qualche tempo, sono l’articolazione dell’umiltà, servono a piegarsi.. ho quindi davvero problemi con l’umiltà…
Ebbene quindi questi giorni di buio mi servono, sono questi giorni che mi devono riportare a un gradino, forse due tre o anche cento in basso rispetto a dove mi credo di essere. Il maestro di tai chi lo sapeva, e forse per questo mi trattò come mi trattò. Del resto, sempre questo lama tibetano scrive che è compito dei maestri mettere a nudo i punti dolenti, solo così si può piegare la presunzione.
Questo io egoico che sta sempre con noi, non dobbiamo controllarlo, ma dobbiamo lasciarlo stare, ci viene consigliato.. i pensieri sono insostanziali e fuggevoli.. dovremmo guardare questi pensieri con onestà e senza giudizi.. e dovremmo prenderci con autoironia…
Per abbassare la presunzione ci scrive il lama tibetano dobbiamo ricordarci che siamo ciò che siamo, persone splendide con tutta la fortuna di avere ed essere ciò che siamo ed abbiamo, grazie a ciò che abbiamo fatto nelle nostre vite precedenti. Inoltre dobbiamo ricordarci che è la nostra ricchezza interna la nostra natura fondamentale: questo accresce il nostro apprezzamento e soddisfazione, così da abbassare la presunzione nonchè l’insicurezza in noi stessi.
Spendo il mio tempo in meditazione. Chiedo un aiuto per diminuire questa presunzione e per contro aumentare l’umiltà. Ascolto l’OM MANI PADME OM, qui spiegato splendidamente il suo significato.