8 modi per uscire da una momentanea crisi nera

 

E’ sera. Sei stanca. Non hai voglia di fare niente e la mente continua a rimbombarti il nero che più scuro non c’è.

Senti che puoi sganciarti, ma non sai come.

Ti ricordi che hai un cataloghino con delle figure da disegnare, e allora prendi matite e colori, accendi e metti una sana musica rilassante, e ti metti a colorare.

1h e 30min dopo, sei come rinata!

E allora ecco una lista di modi per uscire da una (momentanea) crisi nera:

  • colorare / art-therapy: si ferma la mente, praticamente è come fare meditazione. Si dà sfogo al proprio potenziale di creatività interiore. Non solo, i colori usati ti possono far capire cosa c’è in fondo che devi lasciare andare. Rosso? rabbia. Blu? qualcosa di interiore, oppure relativo al chakra della gola. Verde, connesso al chakra del cuore. Giallo, luce che vuole essere espressa. Viola, bisogno di spiritualità. Io prendo i colori a caso, così mi parlano.
  • ascoltare musica rilassante: si può fare contemporaneamente all’art-therapy. Io ho ascoltato questa bellissima musica in sottofondo:

  • respirare a fondo: portare il nostro respiro alla pancia, al fulcro della nostra energia vitale, può senz’altro aiutarci a ristabilire l’equilibrio interiore.
  • meditare: se guardi nella pagina “Meditazioni” puoi trovare qualche aiuto. Se non funziona da pc, usa il cellulare.
  • passeggiare in mezzo alla natura: Madre Terra è sempre a nostra disposizione, anche se ci troviamo in piazza San Babila a Milano un parchetto vicino lo si trova, se si vuole!
  • coccolare un animale / pet-therapy: i nostri amici animali sono a tutti gli effetti degli angeli terreni con una coda e del pelo più o  meno lungo e non aspettano altro che esserci d’aiuto!
  • scrivere quello che senti: esternalizzare anche senza senso le sensazioni interiori di disagio può contribuire al rilascio degli stati emozionali disequilibrati che ci fanno stare male.
  • fare sport / yoga: l’attività fisica aiuta a rilasciare le cariche emotive in eccesso, quindi una sana corsa, o qualche asana, possono più che essere sufficienti!

Buon riequilibrio a tutti!

ps: su Instagram potete vedere la mia produzione 🙂 una bellissima sirena coloratissima!

 

 

La vita è un teatro

“La vita è un teatro, e noi siamo gli attori” diceva Shakespeare. Più che un aforisma, è un saggio consiglio.

Sto leggendo “L’incontro con lui” degli ex coniugi Givaudan, scritto 27 anni fa. OMG.

Lui parla. Al capitolo 2 parla di emozioni, ego, illusione, e di come venirne fuori, di come riconnettersi alla Fonte Divina, alla Gioia, e fuggire dall’illusone della rabbia, della tristezza, della malinconia, che frequentemente ci assalgono.

L’ego viene descritto come una palude, come delle sabbie mobili, o delle apnee volute senza risalita per paura di perdersi. E in effetti, mi sento così quando sono in preda a questi stati illusori, e nonostante i numerosi strumenti che la Fonte Divina mi ha portato a conoscenza (Lode!) mi sono sentita spesso impantanata, agonizzante, incapace di reagire.

Non mi accorgevo che “.. le vostre difficoltà, questi ostacoli apparenti nati dalle sabbie mobili dell’anima, prima di tutto sono gli architetti del vostro stesso Essere” cioè grazie al mio libero arbitrio, me le sono create da sola….. e “Ciò che credete sia il vostro vero sè, è semplicemente uno schermo sul quale la vostra anima egoica proietta I suoi istanti illusori”. Illusioni. Maschere create da me. Nulla di più.

Mò basta però!

Con frasi cariche di significati, talvolta difficili da comprendere alla prima lettura, lui ricorda come ricentrarsi, e portarsi nuovamente in connessione con la Fonte Divina. Come spesso accade, la risposta a una tanto agognata domanda (vedi i miei ultimi post), è di una semplicità che ti lascia senza fiato, per non dire… “quanto sono stata orba!”.

La risposta ce la ricorda il nostro amico Shakespeare… La vita non è altro che un teatro, e noi siamo i suoi attori. Il grande poeta ci consiglia, ogniqualvolta ci sentiamo sopraffatti dalla negatività, di sederci, respirare e guardare cosa sta accadendo in noi, come se stessimo guardando un film alla tv. Io questa cosa l’ho letta una fraccata di volte, ma devo dire che finora non mi era giunta l’importanza di questa pratica di salvezza (oserei chiamarla!).

Per chi riesce con una sana meditazione, ben venga, vai col pulsante PLAY e guardati nella tua mente l’episodio del film della tua vita che ti ha portato a fare esperienza di quella situazione di dolore-illusione.

Per chi, come me, potrebbe avere qualche difficoltà a tenere a bada l’ego rompino, lui consiglia vivamente prima di tutto di connettersi al proprio respiro, e ricordarsi che questo atto naturale non è altro che la connessione con la Fonte Divina. Infatti dichiara “Il primo passo per imparare ad amare la vita da cui siete stati generati, è imparare a gustarla attraverso il fiotto d’aria che vi penetra nei polmoni…. Imparate a respirare sapendo che state respirando… Ciò che viene a rigenerare le vostre cellule ad ogni respirazione, è molto di più che una semplice combinazione di gas: è la fonte stessa dell’Amore”.

In secondo luogo, mentre mi chiedevo come portare a manifestazione, in maniera facile, quello che ci consiglia, ho pensato alla scrittura. Mettiamola sul ridere. Cominciamo con un “C’era una volta” e poi abbelliamolo con “una ragazza che si piangeva su di sé per questo, questo e quell’altro”. Sdrammatizziamo. E descriviamo il copione. Osserviamolo da fuori, come un esterno.

Scrivendo abbiamo anche il dono di buttare fuori le emozioni bloccate dentro. Quindi due piccioni con una fava. Scriviamo, quindi ci esternalizziamo dall’evento illusorio, e buttiamo fuori contemporaneamente l’incazzo, la scoraggiamento, la frustrazione. Risultato? Riconnessione con la Fonte Divina, con la Gioia, con il nostro Sè Superiore!

Un’ultima considerazione. Tutte le fatiche di questo ultimo anno, la stanchezza che ultimamente ho sentito, hanno un altro flavour dopo che ho letto queste parole:

“Osate dunque, amici miei della Terra, osate gridar forte fin d’ora non “Amerò” ma “amo, amo questa vita che ci dà mille occasioni di forgiarci maggiormente! L’amo perché non più , non sono mai stato questo flusso di pulsioni che sfilano dentro di me, perché i dolori della mia anima non sono punizioni, ma esistono solo per segnalarmi gli errori lungo la strada!””.

Grazie Gesù. Grazie Anne e Daniel. Anche se in ritardo, grazie.

grazie-gesu